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AMBULATORIO E DAY HOSPITAL CEFALEE


Prof Giorgio Zanchin

Il Prof. Giorgio Zanchin è Professore di Neurologia, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Neurologia nell'Università di Padova con pieni voti e lode. Presidente Onorario della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee, già Direttore della Clinica Neurologica del Centro Interdipartimentale per le Cefalee e della Scuola di Specializzazione in Neurologia dell'Università di Padova e del Centro di Riferimento per le Cefalee della Regione Veneto. È inoltre Presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e della Scuola Superiore Interdisciplinare della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e Presidente della International Society for the History of Medicine. Durante prolungati periodi di studio in Università statunitensi (New York, Boston, San Francisco) il Prof. Zanchin ha conseguito specifica competenza su Emicrania, Cefalea tensiva, Cefalea a grappolo, Nevralgia del trigemino e su cefalee rare quali la Cefalea ipnica, da aereo, da attività sessuale. Le terapie, sia dell'attacco che preventive, sono personalizzate sulla scorta del tipo di cefalea, delle caratteristiche del paziente, delle precedenti esperienze farmacologiche. E' attivo il Day Hospital, con trattamenti in grado di interrompere la Cefalea a grappolo e di disassuefare dall'uso eccessivo di farmaci i pazienti affetti da Emicrania cronica.




MODALITA' DI ACCESSO AL SERVIZIO
E' possibile accedere all'ambulatorio privato previo appuntamento presso il centro prenotazioni. L'accesso al day hospital, anch'esso in modalità privata, verrà concordato di volta in volta con il medico. Il percorso terapeutico, il numero e la frequenza degli accessi , à concordato in base alle esigenze del paziente.

I DIVERSI TIPI DI CEFALEA
Il termine deriva dal greco kefalé, cioè capo; indica una condizione di generico dolore della testa.La Società Internazionale delle Cefalee ha classificato oltre 200 tipi diversi di mal di testa. La prima importante distinzione è fra le cefalee primarie e le secondarie: nelle secondarie (10 per cento del totale) il dolore è un sintomo, un segnale d'allarme di una causa identificabile (es. sinusite, ipertensione, meningite, traumi), per cui si deve curare la causa per risolvere il dolore. Nelle cefalee primarie la causa non è riconoscibile; il dolore stesso costituisce la malattia e questa si cura intervenendo su di esso.
Tra le cefalee primarie, la più frequente è la cefalea tensiva , quella che quasi tutti sperimentano saltuariamente almeno una volta nella vita e che il più spesso si risolve con un analgesico da banco. Ma la cefalea primaria che più frequentemente richiede il ricorso alle cure mediche è l'emicrania. Gli attacchi sono molto intensi e invalidanti: la persona non riesce più a compiere attività lavorative, domestiche o ricreative. Si accompagna a sintomi come nausea, vomito, incapacità di sopportare luce, suoni, odori e si verifica all'improvviso, in modo imprevedibile.
La cefalea primaria che causa in assoluto il dolore più lancinante è la cefalea a grappolo, fortunatamente molto meno frequente dell' emicrania, caratterizzata da raffiche quotidiane della durata di settimane/mesi ("grappoli") di attacchi molto intensi e di durata inferiore alle tre ore. Il dolore è descritto come un coltello o un chiodo nell'orbita.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE E TERAPIA NELLA CEFALEA
La diagnosi differenziale si basa sulla accurata raccolta della storia del paziente e dall'esclusione delle forme secondarie, anche attraverso idonei accertamenti strumentali.Le cure contro la cefalea risultano particolarmente efficaci quando sono altamente personalizzate in funzione delle caratteristiche cliniche e psicologiche del paziente. La terapia del mal di testa si basa su farmaci sintomatici, su farmaci preventivi, su terapie fisiche e su un approccio polispecialistico integrato. La più frequente causa di ricorso alle cure mediche è l'emicrania. Le linee di cura farmacologica disponibili sono due: quella con farmaci di attacco e quella con farmaci di profilassi. La terapia dell'attacco serve a interrompere il dolore e usa farmaci generici come gli antinfiammatori, che alleviano l'attacco, o specifici come i triptani, che lo bloccano del tutto; possono affiancarsi farmaci che agiscono su sintomi associati, come gli antiemetici sul vomito. La terapia di profilassi si adotta quando gli attacchi invalidanti sono frequenti; adopera farmaci di diverso tipo e ad azione lenta, che vanno assunti per almeno due mesi e mirano a ridurre la ricorrenza degli attacchi.

RACCOMANDAZIONI UTILI PER CHI SOFFRE DI CEFALEA
Di seguito le principali raccomandazioni per un paziente che soffre di cefalea:

  • Rivolgersi al medico se il mal di testa diviene frequente o invalidante; se compare per la prima volta dopo l'età di 40 anni; se, pur presente da tempo, peggiora progressivamente o modifica le sue caratteristiche; se è provocato da sforzo;
  • In preparazione della visita, compilare un diario della cefalea che riporti frequenza, durata, intensità degli attacchi, i farmaci assunti e la loro efficacia: è importante capire che la terapia va calibrata sul paziente e sul tipo di cefalea, quindi va decisa e in seguito controllata dallo specialista.
  • Porre attenzione alle condizioni alimentari e ambientali che possono favorire i suoi attacchi e che possono essere molto individuali. E' necessario individuare ed evitare, le situazioni che favoriscono il mal di testa, per esempio sonno inadeguato, ricorrenti abbuffate e digiuni; per determinati pazienti, ma non per tutti, l'uso di alcuni alimenti. È importante mantenere un certo comportamento, modificando eventualmente il proprio stile di vita, ma senza generalizzare.
  • Assumere la terapia appena inizia l'attacco e a dosi piene: se si tarda, si rischia la perdita di efficacia;
  • Evitare il "fai da te" e comunque l'uso quotidiano prolungato di farmaci di attacco, cosa che può paradossalmente rendere cronica la cefalea;
  • Non scoraggiarsi se il farmaco prescritto non è efficace o dà effetti indesiderati, ma parlarne con il curante che ne modificherà il dosaggio o lo sostituirà;
  • Riferire i farmaci che si stanno utilizzando e ricordare con la maggiore precisione possibile anche quelli utilizzati in passato, con dosi, durata del trattamento, efficacia, eventuali effetti indesiderati.
  • Non essere mai rinunciatari: fortunatamente sono pochi i casi in cui non si riesce a migliorare nettamente la qualità di vita del paziente cefalalgico.



APPROFONDIMENTI